Il ritorno ai grani antichi: un passo importante per la salute e il benessere.

Pasta e pane: cardini della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’UNESCO perché modello alimentare universalmente riconosciuto, non solo per il gusto, ma anche per la salute.

Bisogna chiederci però l’origine del grano di questi alimenti e capire cosa mangiamo.

E’ recente la notizia di una multa elevata ad una multinazionale per aver diffuso informazioni fuorvianti sull’origine del grano duro utilizzato nella produzione della pasta di semola venduta nella propria catena di distribuzione.
Questo vuol dire che bisogna stare attenti e fare scelte consapevoli.

Come andare sul sicuro? Basta scegliere il biologico: quando è certificato lo riconosciamo dalla presenza sulla confezione del logo europeo del biologico. Per il pane, basta chiedere al nostro forno di fiducia o auto-produrlo con lievito madre, possibilmente.

Il grano è uno degli alimenti migliori al mondo. Ha tutto: fibre, minerali, enzimi, proteine. Nelle nostre tavole, però, di tutto ciò non arriva nulla.

Ma c’è una soluzione: il ritorno ai grani antichi.

I grani antichi sono varietà coltivate in passato che sono rimaste integre, non hanno subito le alterazioni (ibridizzazioni o modificazioni genetiche) per rendere il prodotto più produttivo dal punto di vista industriale.

Dell’importanza di riscoprire i grani antichi nella nostra alimentazione quotidiana si è parlato a Benevento nell’ambito della manifestazione Sementia, organizzata da Slow Food, l’organizzazione internazionale che studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo.

Nel ricco programma di sabato scorso 25 gennaio, si è svolta anche la tavola rotonda “Ripartiamo dalle mense scolastiche“, in cui NaturalMensa ha avuto un ruolo importante quale buona prassi e modello da adottare a livello nazionale.

La mensa scolastica è un tema centrale, perché non si può parlare di cibo senza parlare del futuro dei cibi.
E i grani antichi sono il futuro, perché hanno meno glutine, sono meno raffinati e più ricchi in principi nutritivi. Sono più leggeri e digeribili, evitano lo sviluppo delle famose intolleranze di cui sempre più persone soffrono.

Fino a poco tempo fa era difficile trovare farine, pasta e prodotti fatti con grani antichi, oggi sono sempre più facilmente reperibili, anche nella grande distribuzione. Le varietà Senatore Cappelli e Saragolla (utilizzati dai nostri fornitori Pasta di Stigliano e Pastificio Cirigliano) si trovano sul mercato anche con produzione convenzionale e non biologica.

Ma, come giustamente affermava a Benevento il prof. Benedetelli (Genetica Agraria dell’Università di Firenze) presente a Sementia di Slow Food, soprattutto in età evolutiva “bisogna mangiare sano e biologico, perché pesticidi e fitofarmaci fanno male alla crescita dei bambini”.

La produzione biologica è la caratteristica fondamentale: anche se il prezzo di vendita è maggiore rispetto alla classica “farina bianca”, la qualità nutrizionale è incomparabile e dunque è importante per la nostra salute. Sono frutto del lavoro e della resistenza-resilienza dei piccoli produttori, anima di un’economia che dà valore al cibo.

E NaturalMensa sposa perfettamente questa filosofia, ponendosi come sistema innovativo, frutto di un lavoro integrato e positivo tra Amministrazione Comunale di Castelsaraceno, Cooperativa Cosmos, Scuola e famiglie.

Perchè adottare uno stile di vita sano significa migliorare la nostra salute e pensare al futuro con un ritorno al passato, quello “buono”.

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