La tradizione del pane a Castelsaraceno

Volete conoscere qualche curiosità sulla produzione tipica del pane a Castelsaraceno? Ad esempio: sapete cos’era la strazzata nella cucina tradizionale locale? E a cosa serviva?

Prima dell’arrivo nelle nostre case dei forni elettrici, il pane veniva prodotto in casa e poi cotto in forni realizzati con mattoni refrattari, alimentati a legna, e presenti in tutte le case (di solito erano collocati nelle soffitte). Succedeva così anche a Castelsaraceno, dove solitamente le persone usavano un accorgimento per portare alla giusta temperatura il forno.

In cosa consisteva? Si preparava la cosiddetta strazzata, ovvero una pasta della pizza condita con pomodorini, aglio, origano e olio. Per rendere ancora più gustoso il pane, si condiva anche con altri condimenti tipo le verdure locali dell’orto, o anche con le cosiddette frittuledde, cioè i ciccioli, piccoli pezzi di lardo di maiale, e il peperoncino forte.

Il pane veniva prodotto in quantità abbondante e poi conservato in una grande cassapanca, detta madia, per un tempo di circa due settimane: in quei giorni doveva essere sufficiente per sopperire ai bisogni di tutta la famiglia.

Perché non coinvolgere i bambini nel chiedere ai loro nonni di condividere i ricordi di quest’antica tradizione?

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