Naturalmensa: un progetto educativo per Castelsaraceno

La tovaglietta educativa NaturalMensa

Ieri a scuola sono state distribuite le nostre tovagliette educative che riassumono, graficamente e attraverso attività creative e ludiche, il progetto NaturalMensa che nasce da un atto di indirizzo dell’amministrazione comunale di Castelsaraceno finalizzato a garantire un servizio di refezione scolastica innovativo e lungimirante e soprattutto ad avere ricadute ottimali anche sulla comunità locale attraverso azioni che escono fuori dalle mura dell’istituzione scolastica e coinvolgono l’intero borgo.

Grazie al progetto NaturalMensa, infatti, curato dalla Cooperativa Cosmos, il comune di Castelsaraceno vuole diventare un esempio di borgo educativo, un paese quindi che attraverso diversi tipi di stimoli inviti adulti e bambini ad ex-ducere, a tirare fuori il meglio di sé e a essere più consapevoli.

Le diverse attività sono state co-progettate con la comunità scolastica in collaborazione con Viviana Hutter – pedagogista e creativa – e Agrigiochiamo – didattica rurale e comunicazione educativa.

Oltre alle tovagliette, nel borgo si potranno trovare dunque sei pannelli informativi che riprendono i sei punti di forza della comunità di Castelsaraceno: Paesaggio, Vicinato, Cibo, ‘Ndenna, Pastorizia e Ponte tibetano. In ogni pannello chiunque potrà trovare anche uno stimolo a compiere una piccola azione, e, attraverso la pedagogia del fare, sentirsi un po’ parte della nostra comunità.

Nell’ambito del progetto è stato ideato e realizzato anche un gioco da tavola per condividere con amici e parenti curiosità e caratteristiche di Castelsaraceno e delle sue tradizioni enogastronomiche.

Gli obiettivi di educazione e consapevolezza alimentare si associano, in questo progetto, al rispetto per l’ambiente, alla valorizzazione della cultura enogastronomica locale e alla sensibilizzazione di progetti sociali di sviluppo del territorio.

La tradizione del pane a Castelsaraceno

Volete conoscere qualche curiosità sulla produzione tipica del pane a Castelsaraceno? Ad esempio: sapete cos’era la strazzata nella cucina tradizionale locale? E a cosa serviva?

Prima dell’arrivo nelle nostre case dei forni elettrici, il pane veniva prodotto in casa e poi cotto in forni realizzati con mattoni refrattari, alimentati a legna, e presenti in tutte le case (di solito erano collocati nelle soffitte). Succedeva così anche a Castelsaraceno, dove solitamente le persone usavano un accorgimento per portare alla giusta temperatura il forno.

In cosa consisteva? Si preparava la cosiddetta strazzata, ovvero una pasta della pizza condita con pomodorini, aglio, origano e olio. Per rendere ancora più gustoso il pane, si condiva anche con altri condimenti tipo le verdure locali dell’orto, o anche con le cosiddette frittuledde, cioè i ciccioli, piccoli pezzi di lardo di maiale, e il peperoncino forte.

Il pane veniva prodotto in quantità abbondante e poi conservato in una grande cassapanca, detta madia, per un tempo di circa due settimane: in quei giorni doveva essere sufficiente per sopperire ai bisogni di tutta la famiglia.

Perché non coinvolgere i bambini nel chiedere ai loro nonni di condividere i ricordi di quest’antica tradizione?

Le ricette della tradizione: i primi

pasta fresca del pastificio Stigliano, fornitore di Naturalmensa

A Castelsaraceno per tradizione si mangia ciò che è prodotto localmente: in passato l’alimentazione si basava su ciò che producevano i contadini, abituati a conservare il grano in un grande baule (detto cascione) in cui inserivano solitamente anche del formaggio per farlo mantenere tenero. La carne invece si poteva mangiare solo nei giorni festivi.

Anche qui il piatto principale resta la pasta, insieme ad alcune zuppe. Ecco alcuni primi piatti tipici di Castelsaraceno:

l ‘rashcatedd: pasta simile agli gnocchi che si mangiava con salsa di pomodoro

l aganedd: le tagliatelle locali che si mangiavano, anch’esse, con la salsa di pomodoro

l taglulin: i tagliolini che si mangiano con un semplice sughetto di pomodorini, aglio, olio e basilico

l maccarun u frretto: i fusilli locali, il cui condimento tradizionale è una salsa di pomodoro. Un’alternativa è gustarli come rafanata, piatto con sugo di carne e rafano, stufato sotto la cenere del camino ancora calda.

l tapparredd: pasta di diversi tagli fatta con farina integrale e accompagnata solitamente da legumi

Una curiosità: esiste un condimento tipico di Castelsaraceo che è u cift, polvere di peperone essiccato buttato in olio caldo e versato sulla pasta. Il nome è onomatopeico e riproduce il suono del peperone che cade nell’olio bollente!

Benvenuta Primavera! Le verdure di stagione

Come abbiamo già detto nel precedente post sulla frutta primaverile, questa stagione ci offre una quantità enorme di colori con cui portare benefici alla nostra salute fisica (e anche mentale!).

Con le verdure primaverili possiamo preparare minestre, zuppe, piatti freddi e contorni freschi e la scelta a volte è davvero difficile: i mercati offrono primizie deliziose e profumate che ci attirano e ci permettono di poter scegliere sapori sempre diversi da portare sulle nostre tavole. La primavera è anche il momento giusto per depurare il nostro corpo e fare il pieno di vitamine con la corretta alimentazione.

Dopo un inverno difficile, infatti, l’organismo ha comunque bisogno di ritrovare il giusto equilibrio e una sana leggerezza ed è quindi il periodo perfetto per una dieta disintossicante e ricca di nutrienti essenziali e funzionali al nostro benessere.

In questi mesi, ad esempio, è facile trovare dal nostro fruttivendolo verdure come carciofi, asparagi, bietole, ravanelli, fagiolini, fave, finocchi, lattuga, porri, piselli, sedano, spinaci, zucchine.

Il carciofo, per esempio, depura il fegato e svolge una profonda azione disintossicante. Ha proprietà diuretiche e previene la ritenzione idrica.

Teneri e profumati, con gli asparagi potete preparare delle creme, utilizzarli in insalate o farvi delle meravigliose frittate oppure utilizzarli in squisiti risotti a cui potete abbinare ad esempio anche frutti di mare.

Non di facilissimo reperimento il rabarbaro, ma se girate nei mercati rionali potreste trovare queste coste rosse/rosa, perfette per preparare torte e dessert.

Le fave fresche sono uno degli ingredienti primaverili più amati (e anche un tipico alimento pasquale!). Sono legumi con cui è possibile realizzare tantissimi tipi di piatti differenti, come la classica pasta e fave oppure un’ottima vellutata.

Gli spinaci sono una verdura ricca di proprietà salutari per il nostro organismo. Freschi in insalata o cotti come ripieno, gli spinaci sono perfetti anche lessati e conditi con olio e limone oppure saltati in padella con uno spicchio d’aglio e un filo di olio extravergine d’oliva.

Il finocchio ha proprietà digestive e depurative. Si può gustare crudo da sgranocchiare in pinzimonio, ma anche cotto all’interno di torte salate o in sformati dal gusto unico. Non è solo buono da mangiare, ma anche da bere.

E voi quale verdura primaverile preferite?

NaturalMensa ha aderito alla Green Food Week dal 7 all’11 marzo 2022

Con grande gioia e orgoglio vogliamo comunicarvi che il Comune di Castelsaraceno partecipa con NaturalMensa alla Green Food Week, il cibo amico del pianeta, un’iniziativa guidata da Foodinsider che si sta svolgendo dal giorno 7 marzo e si concluderà domani, 11 marzo 2022.

Questa inoltre è anche la settimana che include l’iniziativa del programma di RadioDue Caterpillar M’illumino di meno, durante la quale i Comuni partecipanti offrono un pasto a basso impatto ambientale nelle scuole. 

Quindi quest’anno, oltre a spegnere le luci in tante città e a impegnarsi per utilizzare meno energia elettrica, si è aggiunto l’improrogabile impegno a consumare cibo più sostenibile per rendere tutti, piccoli e grandi, più consapevoli e responsabili dell’importanza che ha l’alimentazione sul nostro pianeta.

Oggi 10 marzo è la giornata della Green Food Week nella quale i Comuni promotori dell’iniziativa offriranno tutti un pasto con lo stesso menù, ovviamente ognuno declinato a seconda della propria biodiversità locale.

Il menù nazionale prevede: crudité di verdure di stagione miste, pasta o altro cereale con sugo di verdura, polpettone/polpette di legumi in umido. E il Comune di Castelsaraceno, grazie al progetto NaturalMensa, ha deciso di aderire proponendo la sua versione del menù ecologico.

NaturalMensa proporrà quindi ai suoi piccoli commensali un menù così composto:

Con questa iniziativa nazionale, il Comune vuole contribuire alla consapevolezza del mangiar bene e mangiar sano e continuare a sottolineare l’importanza di produrre e consumare cibo in maniera più ecosostenibile.

Come si legge infatti dal sito di Foodinsider: “la produzione di cibo è tra i più importanti fattori che impattano sul cambiamento climatico, sulla perdita di biodiversità, sull’uso delle risorse idriche, sulla compromissione dei cicli dei nutrienti e sui cambiamenti dell’uso del suolo.

Qui in allegato potrete trovare il KIT messo a disposizione da Foodinsider con informazioni che gli insegnanti potranno utilizzare con i propri alunni per un passo in più verso la consapevolezza dell’importanza del consumo di un pasto che faccia bene ai consumatori e al nostro pianeta.

I vantaggi del cibo locale

Spesso ci troviamo ad acquistare frutta o verdura al supermercato, senza controllarne la provenienza né la stagionalità. A chi non è capitato di avere la possibilità di scegliere le fragole o le zucchine a febbraio o i broccoli a giugno? E soprattutto chi non si è trovato, tra gli scaffali, pacchetti di pomodori della Tunisia o di arance dell’Algeria? Bisogna dunque sempre fare attenzione a queste due variabili per diverse ragioni.

  1. La prima è che il cibo locale prevede meno spostamenti e quindi meno inquinamento.
  2. Sapere con esattezza da dove proviene un cibo e come è stato prodotto è una garanzia necessaria per il nostro benessere fisico
  3. Scegliendo cibo locale aiutiamo l’economia del nostro territorio.
  4. Inoltre aiutiamo i contadini e gli agricoltori che preservano la biodiversità e gli ecosistemi naturali.
  5. Non c’è dubbio che il sapore del cibo coltivato e raccolto vicino a dove abitiamo sia sicuramente migliore di quello di un supermercato
  6. E senza dubbio è più sano e più nutriente
  7. Il menù che contiene cibo locale e di stagione è più ricco e sempre molto colorato
  8. Scegliendo cibo locale possiamo riscoprire sapori antichi e tradizionali del luogo in cui viviamo

Ed è per tutti questi motivi che NaturalMensa si impegna da anni per offrire ai suoi bambini la qualità e il benessere offerti dal cibo locale di Castelsaraceno.

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